Az Autoritratti Alfabetici ( ▼Scroll down for English version)

Gabriele Salvaterra

B come Buco /Hole

Buco. Uno dei primi ricordi della mia vita, nella strada che abitavo con la mia famiglia, Via Francesco Guardi (nome illustre), peraltro molto vicino allo scorrere dell’Adige di cui alla lettera A. 

Ero misteriosamente affascinato da un foro sul marciapiede, un semplice dissesto nell’asfalto che per ragioni inspiegabili attirava costantemente la mia attenzione. “Buco!” “Buco!” dicevo col mio linguaggio stentato, indicando con il piccolo indice e un po’ spaventato, credo, quell’antro verso un mondo sconosciuto che non riuscivo a spiegarmi. Eppure anche attratto dal mistero, da quello che c’è oltre. Chissà dove poi mi sono posizionato tra il mondo di qua e quello di là, forse non mi sono mai deciso e ho preferito abitare sulla soglia.

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Az Alphabetical Self-Portraits

Gabriele Salvaterra

Hole. One of the earliest memories of my life, on the street where I lived with my family, Via Francesco Guardi (an illustrious name), very close to the Adige River, mentioned in the letter A.

I was mysteriously fascinated by a hole in the sidewalk, a simple disrepair in the asphalt that for inexplicable reasons constantly caught my attention. “Hole!” “Hole!” I said in my halting language, pointing with my small index finger, a little frightened, I think, toward that cavern, toward an unknown world I couldn’t explain. Yet I was also drawn to the mystery, to what lies beyond. Who knows where I positioned myself between the worlds here and there; perhaps I never made up my mind and preferred to live on the threshold.