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Gabriele Landi: Secondo te il sacro ha ancora una sua importanza nell’arte di oggi e nel mondo in cui viviamo?
Federico Giannini: Caro Gabriele, la tua domanda apre a un’infinità di risposte, tante quanti sono i possibili significati ch’è possibile attribuire all’aggettivo “sacro”. Per semplificare, banalizzando, potremmo intendere per “sacro” l’ambito in cui si rivela un’entità ritenuta superiore, di qualunque natura possa essere, con la conseguenza che, nella storia, l’arte mai è venuta meno all’intento di farsi tramite d’una qualunque forma di rivelazione, e questo vale anche per l’arte contemporanea, posto che già i futuristi (che pur sospinti dalle profondità del loro animo dissacratorio mai smisero d’occuparsi d’arte sacra) erano convinti del fatto che non sia “indispensabile praticare la religione cattolica per creare capolavori d’Arte Sacra”. Il loro presupposto potrebbe essere applicato a qualunque religione: sacro non è sinonimo di religioso, anche se spesso i due ambiti vengono confusi. Ma anche volendo restringere la visuale all’arte religiosa, la risposta alla tua domanda non può che essere affermativa: esiste un’arte religiosa che s’esprime coi linguaggi tipici dell’arte contemporanea, e lo fa al suo più alto grado. Valga un esempio su tutti: la Corona di spine di Claudio Parmiggiani, opera del 2014 che si staglia sopra all’altare maggiore della chiesa di San Fedele a Milano, e che s’inserisce in un articolato contesto simbolico, non lontana peraltro da uno straordinario rilievo di Lucio Fontana, e in continuità allegorica con la Deposizione di Simone Peterzano che, in un angolo, reca l’immagine della Veronica con il Volto Santo di Cristo, cui l’opera di Parmiggiani allude. Gli esempi potrebbero seguitare a lungo. Si potrebbe poi introdurre un altro argomento: il fatto che spesso osserviamo, entrando in chiese anche importanti, opere recenti prive di qualsiasi pregio: dozzinali, stereotipate, dilettantesche. Domandiamoci allora se l’arte sacra (o meglio ancora quella religiosa) non soffra di problemi legati alla sua committenza. Ovviamente, non essendo forse la dimensione sacra quella che prevale nella nostra società, riesce difficile immaginare la sopravvivenza e la diffusione di un'”arte sacra”, tanto più in un’epoca in cui si sono succeduti in continuazione tentativi di desacralizzazione dell’arte. È però una dimensione che risponde a una necessità dell’essere umano, fosse anche soltanto quella di esprimersi. E per il sacro nell’arte, di conseguenza, ci sarà sempre posto.

Corona di Spine Chiesa di San Fedele, Milano


Deposizione Chiesa di San Fedele, Milano


