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#paroladartista #disegno #drawnig #angelopretolani
Parola d’Artista: Che importanza e che ruolo ha nel tuo lavoro il disegno?
Angelo Pretolani: …il disegno è molto importante nel mio lavoro, tanto è vero che ho modificato il termine aggiungendo una s per renderlo più “completo”, diventando così performance…i miei dunque non sono semplici disegni ma dissegni, atti performativi… attestano silenzi in cui specchiarsi… medit’azioni… perciò ribadisco, come ti ho già detto in una tua intervista precedente, che “bisogna solo chiamare le cose con il giusto nome, per non creare degli equivoci… come ad esempio il fatto di aver scelto di chiamare i miei disegni con una “s” in più, e cioè dissegni… perché si tratta di atti performativi, atti esistentivi, non sono semplici disegni, sarebbe riduttivo chiamarli così”.[1]
Come ha scritto Cristina Palmieri (gennaio 2018)[2]… “Dalla performance del 14 aprile 2017 Angelo Pretolani adotta il termine “dissegnare”, anziché il canonico “disegnare”.
Pregnante e significativa questa scelta. Un poeta è tale soprattutto quando ha l’ardire di modificare la lingua secondo le proprie necessità espressive e comunicative, di creare neologismi capaci di vestire meglio i panni del suo spirito. Le parole divengono necessarie e necessitanti, incisive. Sono asserzioni del proprio sé.
L’atto di “dissegnare” di cui parla Pretolani ben racconta il senso della sua arte, dei minuziosi disegni in penna a biro e alcool che sono – insieme alle ekphrasis – parte delle performance che pubblica da tempo ogni venerdì (“VENERDÌ in performance. Sotto il selciato c’è la spiaggia).
Dissegnare è disseminare di segni, trovarli, lasciarli emergere. Costruire un disegno a partire dall’accostamento di piccole e minuscole tracce. Elementi che nel loro insieme compongono la totalità, come parti infinitesimali ma urgenti ed insostituibili. Porzioni di un universo infinito, ma in fondo “scomponibile” – o “composto” – in milioni di elementi, come il cosmo, come noi, esseri umani. Non per nulla la forma principe, per eccellenza, quella che ricorre in ogni opera, è il cerchio. Una sorta di mandala junghiano in cui l’artista, appunto, sparpaglia i propri segni”. Qualche tempo prima anche Anna Fiordiponti (Facebook, 11 agosto 2017), scriveva… Il termine “dissegnare” mi fa pensare a due significati: segnare due volte un qualsiasi impulso su una carta, o cancellarlo. Ma entrambe le azioni prevedono quasi una meditazione, lunga o breve non si sa, la impone la mente spinta dal talento ” non è altro che un gusto, una preferenza”: Angelo medita sulle sue preferenze, ne ha innumerevoli e per questo ha necessità di capire quale, in un dato momento, sia per lui la più consona al suo stato d’animo. Si ferma ed il tempo lo segue passo passo: “c’è un Tempo per tutto”.
[1] G. Landi (a cura di), Il performer non è un attore, è colui che compie degli atti, in “Finestre sull’arte”, Massa, 22 maggio 2023.
[2] C. Palmieri, Nel silenzio delle voci, dissegnare, in Cristina Palmieri Arte – Mostra del mese, gennaio 2018. http://www.cristinapalmieriarte.com/exhibit_all.php?menuId=4&table=exhibit&itemid=33&search=Pretolani
Testo riportato anche in catalogo alle mostre personali di Angelo Pretolani “Dissegni, costell’azioni… performance!” (Galleria Capoverso, Genova, ottobre-novembre 2018) e “Costell’azione Godot” (Bibliothè Gallery, Roma, marzo 2019).
English text
On drawing Angelo Pretolani
#paroladartista #disegno #drawnig #angelopretolani
Parola d’Artista: What importance and role does drawing play in your work?
Angelo Pretolani: …drawing is very important in my work, so much so that I modified the term by adding an ‘s’ to make it more ‘complete’, thus becoming performance… so my works are not simply drawings but drawings, performative acts… they attest silences in which to be reflected… meditations… so I repeat, as I have already told you in a previous interview, that ‘you just have to call things by their right name, so as not to create misunderstandings… like for example the fact that I have chosen to call my drawings with an extra ‘s’, that is, ‘devises’… because they are performative acts, existential acts, they are not simple drawings, it would be reductive to call them that’.
As Cristina Palmieri wrote (January 2018)… “Since the performance of 14 April 2017 Angelo Pretolani adopts the term “dissegnare”, instead of the canonical “disegnare”.
Pregnant and significant is this choice. A poet is such above all when he has the audacity to modify language according to his own expressive and communicative needs, to create neologisms capable of better dressing the clothes of his spirit. Words become necessary and necessitating, incisive. They are assertions of the self.
The act of ‘dissegnare’ of which Pretolani speaks well conveys the sense of his art, of the minute drawings in biros and alcohol that are – together with the ekphrasis – part of the performances he has been publishing for some time now every Friday (‘VENERDÌ in performance. Under the pavement there is the beach’).
To draw is to disseminate signs, to find them, to let them emerge. To construct a design from the juxtaposition of small and tiny traces. Elements that together make up the totality, like infinitesimal but urgent and irreplaceable parts. Portions of an infinite universe, but ultimately ‘decomposable’ – or ‘composed’ – into millions of elements, like the cosmos, like us, human beings. It is not for nothing that the principal form par excellence, the one that recurs in every work, is the circle. A sort of Jungian mandala in which the artist, precisely, scatters his signs’. Some time earlier, Anna Fiordiponti (Facebook, 11 August 2017), also wrote… The term ‘scattering’ makes me think of two meanings: to mark any impulse twice on a piece of paper, or to erase it. But both actions almost involve meditation, long or short we do not know, the mind driven by talent “is nothing but a taste, a preference”: Angelo meditates on his preferences, he has innumerable of them and therefore needs to understand which, at a given moment, is for him the most consonant with his state of mind. He stops and time follows him step by step: ‘there is a Time for everything’.
1 G. Landi (ed.), Il performer non è un attore, è colui che compere degli atti, in “Finestre sull’arte”, Massa, 22 May 2023.
2 C. Palmieri, Nel silenzio delle voci, dissegnare, in Cristina Palmieri Arte – Mostra del mese, January 2018. http://www.cristinapalmieriarte.com/exhibit_all.php?menuId=4&table=exhibit&itemid=33&search=Pretolani
Text also reported in the catalogue to Angelo Pretolani’s solo exhibitions “Dissegni, costell’azioni… performance!” (Galleria Capoverso, Genoa, October-November 2018) and “Costell’azione Godot” (Bibliothè Gallery, Rome, March 2019).
[1] G. Landi (a cura di), Il performer non è un attore, è colui che compie degli atti, in “Finestre sull’arte”, Massa, 22 maggio 2023.
[2] C. Palmieri, Nel silenzio delle voci, dissegnare, in Cristina Palmieri Arte – Mostra del mese, gennaio 2018. http://www.cristinapalmieriarte.com/exhibit_all.php?menuId=4&table=exhibit&itemid=33&search=Pretolani
Testo riportato anche in catalogo alle mostre personali di Angelo Pretolani “Dissegni, costell’azioni… performance!” (Galleria Capoverso, Genova, ottobre-novembre 2018) e “Costell’azione Godot” (Bibliothè Gallery, Roma, marzo 2019).


Sotto il selciato c’è la spiaggia, 2023. Tecnica mista su tela, 30×20 cm. (dalla performance del 9 giugno 2023)

Sotto il selciato c’è la spiaggia, 2023. Tecnica mista su tela di jeans riportata su tavola, 30×20 cm. (dalla performance del 13 ottobre 2023)

Sotto il selciato c’è la spiaggia, 2023. Tecnica mista su tela, 30×20 cm. (dalla performance del 14 aprile 2023)

Sotto il selciato c’è la spiaggia, 2023. Tecnica mista su tela, 30×20 cm. (dalla performance del 23 giugno 2023)

Sotto il selciato c’è la spiaggia, 2023. Tecnica mista su cartone telato, 30×20 cm. (dalla performance del 24 febbraio 2023)
