#paroladartista #sacro #edendust
Gabriele Landi: Secondo te il sacro ha ancora una sua importanza nell’arte di oggi e nel mondo in cui viviamo?
Eden Dust: Ti vorrei rispondere con un secco no ma sarebbe solo l’espressione della mia speranza.
Mi sembra che stiano tornando a essere sacri i confini, alla cui difesa tornano comode anche le varie divinità locali con i rispettivi rappresentanti. Anche l’arte in sé, intesa come feticcio, sembra essere più sacra della nostra possibile esistenza: da tenere sotto vetro, separata da noi separati da tutto.
Siamo immersi in rituali d’ogni tipo, nell’arte e nella vita. Pochi giorni fa mi sono dovuto occupare dei funerali di una persona a me cara e riflettevo, da ateo, che privata dell’aspetto sacro e rituale la questione si sarebbe ridotta a un problema di smaltimento.
D’altro canto, quando mi sono ritrovato a rovistare tra libri e cataloghi, ma sarebbe stato lo stesso se fossi andato a pescare nella mia memoria, per cercare immagini da utilizzare per i miei lavori, mi sono reso conto che buona parte erano raffigurazioni sacre.
Quanta importanza vogliamo dare ancora oggi a questo tema? Non ho una risposta.

2014- I want you – il nulla creatore (particolare di installazione site specific) ADArt Spoleto

2021 -Prove di vita accelerata (26×20, abrasione e vernice acrilica su carta)

2021-Prove di vita accelerata (26X21, abrasione su carta, vernice acrilica) (1)

2022 -Ho costruito una casa da giardiniere (installazione site specific, dimensioni ambientali – centina in legno, filo a piombo, corde (materiali reperiti in loco)

I want you – Prova di sé (installazioen site specific-tavolo, sedia, fogli bianchi, livella, libri)
