#paroladartista #sacro #giorgioverzotti
Gabriele Landi: SECONDO TE IL TEMA DEL SACRO HA ANCORA UNA SUA IMPORTANZA NELL’ARTE DI OGGI E NEL MONDO IN CUI VIVIAMO?
Giorgio Verzotti: Il fatto stesso che tu dica “ancora u a sua importanza” significa che questa c’era, in passato, ma oggi non c’è quasi più, nella società secolarizzata. Invece negli ultimi anni abbiamo visto risorgere il tema religioso a livello collettivo ma secondo un’inclinazione pericolosa, quella dei fondamentalismi identitari dove la religione come sistema di valori viene strumentalizzata dal potere. Sembra quindi che nel mondo d’oggi ciò che è connesso al sacro sia quanto mai vivo ma in un senso allarmante. D’altra parte contro la fede non valgono i ragionamenti razionali e contro il fanatismo non vedo che strumenti usare, se non l’accettazione del conflitto.
Per quanto riguarda l’arte invece, direi meglio per quanto riguarda la ultra in senso generale, dire che il sacro, o il religioso, termine più ampio semanticamente, torna ad essere una questione individuale, di rapporto col trascendente, dimensione che mi sembra più appropriata. Realizzando questa mostra mi sono accorto che sono molti gli artisti che si sono impegnati in questo campo, costantemente o casualmente non importa, si sono comunque cimentati col pensiero di ciò che sovrasta la nostra finitezza. Sarà la paura della morte? Chi lo sa. Su ventisei artisti coinvolti nel “Numinoso” solo uno si dichiara credente, eppure tutti sentono questa esigenza e la esprimono nel lavoro, magari in modo implicito o ermetico, però esiste e li spinge a creare.
Per me, tutto ha avuto inizio anni fa con un dialogo fra me e Michelangelo Pistoletto, poi con la frequentazione di artisti come Remo Salvadori, Ferruccio Ascari, Gianni Caravaggio, Francesco Gennari, che non sono credenti ma che pongono, da punti di vista diversi, questioni vicine a quelle del sacro.
E poi, credenti, atei, laici, agnostici….mio padre diceva che un vero laico dice “non lo so”, per un laico il divino è un’ipotesi, non delle peggiori, direi.

a cura di Giorgio Verzotti

a cura di Giorgio Verzotti

a cura di Giorgio Verzotti

a cura di Giorgio Verzotti

a cura di Giorgio Verzotti

a cura di Giorgio Verzotti

